ALLA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE SERVE UN DIPLOMA ITS


Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), introdotti in Italia con una legge del 2008 sulla falsariga delle università professionali tedesche (le mitiche Fachhochschulen), sono una tessera fondamentale del tipo di formazione necessaria per affrontare la quarta rivoluzione industriale già in atto in molti paesi avanzati.

Creatività e competenze specifiche saranno sempre più complementari nei lavori del futuro e si affineranno solo attraverso il lavoro in azienda.

In altri termini, l’industria 4.0 richiederà un’interazione sempre più profonda fra istituzioni di formazione a tutti i livelli e il mondo delle imprese.

Finora, istruzione e impresa sono stati due mondi paralleli; in futuro, dovranno imparare ad andare a braccetto, come fanno in Germania già da alcuni secoli. Si devono preparare non solo le scuole e le università, ma anche le imprese. Si parla dell’alternanza scuola-lavoro come della terza missione dell’università, dopo la ricerca e la didattica; nello stesso modo anche le imprese dovranno avere una terza missione: produzione e lavoro, ma anche formazione. Solo così saranno entrambe pronte a sviluppare le necessità dei lavoratori per l’industria 4.0.

L’Italia è già molto in ritardo. Sembra però che le cose stiano cambiando e che le imprese siano ormai pronte a fare la loro parte, pur con tutte le difficoltà del caso. Naturalmente, ciò potrà avvenire solo se pure il governo farà la sua parte. Investire di più su alternanza scuola-lavoro, Its e apprendistato è importante anche per fare crescere la cultura della formazione e l’idea chiave dell’interazione necessaria fra impresa e sistemi di istruzione e di formazione professionale.

Il futuro del lavoro continuerà a essere roseo e affascinante, ma solo per chi riuscirà ad avere tanta creatività applicata alle proprie competenze lavorative specifiche a un certo posto di lavoro. Solo queste ultime saranno irriproducibili per i robot. La creatività si allena con l’istruzione di carattere generale, ma va accoppiata anche alle competenze professionali che si acquisiscono nell’arco di un periodo di tempo sufficientemente lungo in azienda.

La Voce.Info giovedì 23 novembre 2017