La Camera dei Deputati ha approvato la prima riforma organica degli ITS

Notizie in evidenza, 23/07/2021

La Camera dei Deputati ha approvato il 20 Luglio, con larga maggioranza, la prima riforma organica degli ITS che deve passare ora al Senato, ma che già rappresenta un grande risultato.




Its, ok della Camera alla riforma, più spazio al mondo del lavoro

Aziende più presenti nelle fondazioni. Riequilibrato il rapporto con le università. Il ministro Bianchi: primo importante passo. Brugnoli (Confindustria): bene così, ora in Senato gli ultimi ritocchi

di Claudio Tucci

21 luglio 2021

Più spazio al mondo del lavoro: le aziende dovranno essere presenti, anche in gruppi o retid’imprese, nella fondazione Its di riferimento, e lo stesso presidente dovrà essere espressionedel mondo produttivo. Si conferma la didattica integrata, con il mix di lezioni ed esperienzanelle imprese e nei laboratori d’eccellenza, una prima chiave di successo degli Its, che hanno untasso di occupazione medio superiore all’80%, con punte anche di 90 e 100%, per i diplomati aun anno da titolo, e nel 92% dei casi l’impiego ottenuto è coerente con il percorso formativo delragazzo.
E ancora: via tutti i limiti quantitativi relativi alle docenze, già oggi per oltre il 70% provenientidal mondo del lavoro. L’unico requisito per diventare “professore” nell’Its sarà quello di esserein possesso di una esperienza maturata per almeno cinque anni nei settori produttivi correlabiliall’area tecnologica dell’Its.
Dopo più di 10 anni di “start-up”, arriva la prima riforma organica degli Its, gli Istituti tecnicisuperiori – in Italia l’unico canale di formazione terziaria professionalizzante alternativoall’accademia – su cui ieri la Camera, a larghissima maggioranza (una notizia per unprovvedimento scolastico), 409 sì, sette no e quattro astenuti, ha acceso semaforo verde. Il testo,una ventina di articoli in tutto, (relatore, Gabriele Toccafondi, Iv), passa ora al Senato.
Soddisfatto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «Il voto di oggi è un primo importantepasso – ha sottolineato il titolare di Viale Trastevere al Sole24Ore -. L’approvazione, avvenutaall’unanimità, è la riprova dell’interesse del Parlamento, che ringrazio, per una delle riformestrategiche per il futuro della formazione, e che si lega al rilancio dell’intera filiera tecnico-professionale e all’orientamento, su cui punta molto il Pnrr, e su cui il mio ministero è già allavoro».
D’accordo praticamente tutto l’arco parlamentare.
«Grazie al lavoro a Montecitorio e agli emendamenti approvati – ha sottolineato Serse Soverini(Pd) – abbiamo difeso e consolidato la centralità del ruolo delle imprese confermando la loropresenza tra i soci fondatori delle fondazioni Its; stabilendo che le imprese esprimano ilpresidente delle Fondazioni Its; e disponendo che le imprese siano parte attiva nel consigliod’indirizzo della didattica. Grazie poi al coordinamento nazionale abbiamo reso il sistema Itsparte integrante dell’insieme delle politiche di crescita. La formazione terziaria è decisiva perl’aumento della competitività, in particolare delle pmi».
«A dieci anni dalla prima legge – ha proseguito Vittoria Casa (M5S) – il nuovo testo introduceelementi di flessibilità e di semplificazione della governance che permetteranno sicuramente diaccrescere le già notevoli potenzialità formative e occupazionali di questi istituti».

Per spingere gli Its nascerà un fondo ad hoc, con una dote di partenza di 68 milioni quest’anno,e 48 milioni dal 2022, risorse, aggiuntive rispetto a fondi Ue (con il Pnrr arriveranno 1,5 miliardiin 5 anni,ndr) e regionali, che dovranno servire anche a «finanziare interventi per dotare gli Itsdi nuove sedi, di laboratori e infrastrutture tecnologicamente avanzati». Grazie alle ultimemodifiche approvate si apre a una leale collaborazione con le università, che restano partnerdegli Its ma senza cannibalizzarli. Anzi sviluppando insieme a loro, in piena autonomia,percorsi formativi flessibili anche in regime di alto apprendistato, attraverso patti federativi. C’èanche una spinta più decisa su merito e premialità, prevedendo, d’intesa con le regioni, dei verie propri standard minimi. In pratica, se un Its per tre anni consecutivi riceve un giudizionegativo riferito almeno al 50% dei corsi valutati nelle rispettive annualità del triennioprecedente, la regione revoca l’accreditamento e con esso si perde la possibilità di rilasciarediplomi e ottenere fondi pubblici.
Positivo il giudizio delle imprese. «La larghissima convergenza in Parlamento è un segnaledell’importanza degli Its, su cui Confindustria da sempre è molto attenta – ha chiosato GianniBrugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale umano -. Adesso, bisogna potenziaresubito l’orientamento verso famiglie e studenti. Occorre anche migliorare alcune cose nonsecondarie della riforma: ad esempio va definitivamente superata la logica del bando annualeper il finanziamento, e serve dare alle Fondazioni Its prospettive di investimento di medio-lungo periodo, in particolare per realizzare nuovi sedi, laboratori e attività strutturali diorientamento, che sono fondamentali per rafforzare l’identità degli Its. Sono certo che su questitemi, ora che il testo passa al Senato, il Parlamento metta la dovuta attenzione, anche con ilcontributo del governo che sugli Its ha dimostrato, attraverso il Pnrr, di puntare conconvinzione».