Sole 24 ore_«Industria al centro, più risorse a Its e fondi Ue per l`innovazione»

Rassegna stampa, 22/01/2021

22/01/2021
INTERVISTA Antonio Alunni
Autore: Redazione


Per il presidente industriali umbri le imprese devono tornare a investire «Industria al centro, più risorse a Its e fondi Uè per l’innovazione» Silvia Pieraccini ndustria, industria, industria. Nell’Umbria che, a dispetto dì quanto si pensi, non è solo paesaggioe turismo ma poggiapiuttosto sulla manifattura, la priorità post-Covid, secondo il presiden ce di C onf industria Antonio Alunni, dev’essere solo e soltanto una. «Ciascun territorio della nostra regione -spiegaAlunni-potrà veder ripartire lo sviluppo solo se avrà come obiettivo primario l’industria, e questo significa tré cose: bisogna favorire l’innovazione e la ricerca; bisogna investire sulla formazione e sul capitale limano; eliminare gli ostacoli che complicano la vita industriale, dalle regole che penalizzano le nostre aziende rispetto ai concorrenti Uè alleautorizzazioni bloccate, tanto più urgenti visto che si tratta di interventi a costo zero». All’origine per Alunni, c’è un imperativo: «Per ripartire bisogna faticare, impegnarsi, sacrificarsi, mettersi in discussione perottene rè risultati». La chiamata a rimboccarsi le maniche vale per tutti, innanzitutto per la Regione che, secondo Alunni, deve accelerare e potenziare l’util ¡zzo dei fondi Uè in direzione dell’innovazione e della ricerca. Su questo fronte – è il messaggio-occorre subito fa rè di più e meglio. «Oggisièdecisodiconcentrare i fondi Uè nel supporto ai settori danneggiati dal Covid – spiega il presidente degli industriali – ma questa non può essere l’unica azione messa in campo. L’asse portante della politica economica regionale deve poggiare su innovazione e ricerca, sia nella riprogrammazione dei fondi 20Ö-2020 sia nella nuova programmazione 2021-2027», II motivo È semplice: «L’industria umbra vale il 50% del valore aggiunto regionale, tra quello prodotto direttamente che è circa il 25%e quello indiretto. Dunque l’economia umbra è un’economia industriale. E il tema industriale deve essere al centro di tutte le strategie». Strategie che devono puntare a migliorare la formazione, per creare figure professionali che servono real men tè alle aziende (tanto più con l’avvento delle nuove tecnologie). Come? Potenz landogli Its, gli istituti tecnici post-diploma fruito della collaborazione tra pubblico e impresa. « m Umbria abbiamo un its che funziona bene – spiega Alunni – e che e ai p rimi posti in Italia per placement nei corsi di meccatronica e dì biotecnologie. E allora è inutile disperdere le risorse: concentriamole sull’Its che è lo specchio del mondo delle imprese. Prendiamo ad esempio la Germania, che ha molti più istituti di noi di questo tipo; la Regione deve sviluppare programmi, servono corsi e risorse per formare i diplomati alle esigenze dell’industria». La sorpresa eche nella ricetta del presidente degli industriali umbri non compaiono le infrastnitture: “Le infrastructure sono necessarie ma anche scontate – diceAlunni – men tre i temi dell’in novazione e della ricerca non sono scontati, e richiedono l’integrazione tra il mondo dell’industria e quello dell’istruzione e della formazione, richiedono il trasferimento tecnologico, richiedono la sinergia tra pubblico e privalo. È qui che bisogna intervenire». Compito delle imprese sarà innovare, cambiare, riorganizzare: «L’innovazione si fa investendo, e per farlo non c’è momento migliore di una crisi: oggi abbiamo un costo del denaro molto basso, una maggiore capacità di avere finanziamenti, abbiamo i fondi europei e una legge di bilancio che aiuta l’industria 4-0 prevede ndo un credito d’imposta fino al 50%».